Un tranquillo Halloween di paura: una lunga serie di sfortunati eventi.

Quest’anno il 31 Ottobre l’ho passato come tutti gli ultimi anni in viaggio… ma qualcosa è evidentemente andato storto trasformandosi in una perfetta serata da paura.

Ogni cosa o fatto che andrò a narrare non è puramente casuale ma è veramente accaduto.

Introduzione: Stiamo andando a trovare la mia sorellina minorenne in Francia. Le chiavi dell’appartamento dove alloggeremo sono in suo possesso. Il college dove vive chiude alle 23.30.

Giovedì 31 Ottobre 2013. Ore 19.40

Raggiungo marito in ufficio e Partiamo direttamente da lì, nel momento in cui inseriamo la destinazione su waze lo smartphone del marito impazzisce e muore. Numerosi i tentativi di rianimazione ma niente da fare. Zero gps.
Il primo pensiero va a Murphy, poi cerchiamo soluzioni, ergo faccio l’abbonamento ad internet x l’estero ed usiamo il mio come Tom Tom…
Finalmente si parte per Cannes.

Cammina, cammina, cammina giungiamo in Francia.

Premessa. Le autostrade francesi spesso presentano degli svincoli autostradali che sembrano Place de l’Étoile a Parigi. Premessa finita.

Il gps arranca e ovviamente sbagliamo strada. Ci perdiamo.
Nel frattempo ogni tot km c’è un casello che richiede monetine.

Cammina, monetine, cammina, monetine, cammina. Finiamo i contanti.

Carta di credito. Non leggibile. Bancomat. Non leggibile. Bancomat 2. Non leggibile.
Il pensiero torna nuovamente a Murphy mentre rimaniamo bloccati in autostrada per l’enorme cifra di 1,50€. Seguono risate.
Elemosiniamo 1,50 euro da un tipo per uscire dall’autostrada e cercare un bancomat.
Chiediamo a due tipi.
Scena comicissima in cui: Io chiedo in inglese e i due tipi rispondono solo in francese.
Troviamo finalmente un bancomat.
Inizio le pratiche del prelievo. “la sua carta non è più valida”.
Mi sovviene che il bancomat mi scade il 31 ottobre. Sono le 23.50. La nuova carta non è ancora attiva.
Tenta il marito. Il bancomat mangia la carta.

In certi momenti della vita uno si deve rassegnare. Al peggio non c’è mai fine.

Così tentiamo l’unica via possibile: strade senza pedaggi.
Nel frattempo sorellina in francia litiga con il custode per poter rimanere sveglia e consegnarci le chiavi.
Nulla da fare. Viene chiusa dentro.

Venerdì 1 Novembre 2013. Ore 1.20.
Giungiamo fuori del college.
La soluzione è una sola: introdursi in qualche modo.
La sorellina riesce a scoprire il codice del cancello. Ci inseriamo abusivamente all’interno del campus.
Ormai io e marito ridiamo come due cretini pensando a quando verremo arrestati.
Si scarica definitivamente il telefono.
Giriamo a zonzo finché non raggiungiamo l’edificio giusto!
Sorella chiusa a chiave dentro riesce a lanciarci dalla finestra le chiavi dell’appartamento.
Fuggiamo.

Senza telefono, riusciamo a procurarci una cartina con la quale, in vecchio stile navigatore umano, finalmente alle 2 troviamo la casa.
Siamo vivi.

Seguono giorni felici per Cannes, Grasse e Mougin che magari prima o poi racconterò.

Diaspora familiare

Diaspora “Diaspora è un termine di origine greca (διασπορά) che descrive la migrazione di un intero popolo costretto ad abbandonare la propria terra natale per disperdersi in diverse parti del mondo.” http://it.wikipedia.org/wiki/Diaspora

In questo caso è la mia famiglia di origine che, costretta ad abbandonare la propria terra natale, ha iniziato a disperdersi in diverse parti del mondo.

Probabilmente è possibile riassumere questa tragicommedia in 5 atti. Ma forse anche solo 3… o forse 2… adesso vediamo.

ATTO 1. La prima figlia se ne va: io.

Avevo compiuto 19 anni da meno di un mese e dopo un’estate di mondiali, feste e vacanze ho tentato il test di ammissione al Politecnico di Milano. Così una mattina, dopo aver preso atto dell’esito positivo, chiamai il papà che era a fare jogging.

“Papy?! mi hanno preso al Politecnico! Fra massimo una settimana devo essermi trasferita a milano!” “come? *seguono diversi rumori molesti* … tu-tu-tu-tu”

Da telefonata successiva scoprii che dal trauma il papà aveva perso l’equilibrio ed era caduto nel fosso che costeggiava il sentiero dove stava correndo.

Dal 23 Settembre 2006 vivo a Milano.

ATTO 2. La terza figlia se ne va: la minorenne.

Il 29 dicembre 2012 mi sono sposata.
Il 2 Gennaio 2013 ricevo il seguente messaggio da padre:

“È successa una tragedia. In una settimana ho perso due figlie.”

Deduco che mia sorella Teresa abbia detto ai miei che a settembre vuole andare via da Perugia.
Telefono a casa e… sorpresa! È la mia sorellina più piccola, sedicenne, che ha vinto un’audizione per un’accademia di danza classica e contemporanea e che si trasferirà a Cannes.

Risposta all’sms da parte di Teresa: “papy, preparati che parto anche io.”

Il risultato è il caos più completo. Genitori che delirano in preda al panico misto alla soddisfazione e intrecciato con lo shock.

Dal 4 settembre 2013 mia sorella Benedetta vive in Francia.

ATTO 3. I miei iniziano una nuova vita in due.

Come già detto sopra, tra qualche giorno Teresa si trasferirà a Londra.
Così la diaspora familiare sarà ufficialmente compiuta.

Data presunta 4 Novembre 2013.

Così per il momento si conclude la tragicommedia della mia famiglia dove vengono a galla i drammi di uno stato, i drammi della lontananza, delle piccole difficoltà di tutti i giorni, ma anche la gioia e la felicità della scoperta, del coraggio di inseguire e realizzare i propri sogni.
E comunque, anche se lontani fisicamente siamo sempre la famiglia più unita e pazza del mondo. 🙂 …soprattutto pazza.

27 Luglio

Voi siete nati insieme, e insieme starete per sempre.
Voi sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
Sì, insieme anche nella tacita memoria di Dio.
Ma vi siano spazi nella vostra unione,
e fate che i celesti venti danzino tra voi.

Amatevi reciprocamente, ma non fate dell’amore un laccio:
Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime.
Riempa ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da una coppa sola.
Scambiatevi il pane, ma non mangiate dalla stessa pagnotta.
Cantate e danzate e siate gioiosi insieme, ma che ognuno di voi resti solo,
così come le corde di un liuto son sole benchè vibrino della stessa musica.

Datevi il cuore, ma l’uno non sia in custodia dell’altro.
Poichè solo la mano della Vita può contenere entrambi i cuori.
E restate uniti, benchè non troppo vicini insieme,
poichè le colonne del tempio restano tra loro distanti,
e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

Kahlil Gibran

Il pacchiano vince sempre.

“La bellezza salverà il mondo”
Dostoevskij

Il mio lavoro mi piace. Adoro il fatto che sia creativo e che possa essere diverso ogni volta.
Ad ogni nuova opportunità ci si fa in quattro per creare qualcosa di bello e soprattutto che sia nuovo, mai visto. Tutto questo richiede uno sforzo costante, sempre alla ricerca, sempre cercando di migliorare.
Quando riesci a realizzare quello che avevi in mente o qualcosa che riesce a stupire anche te stesso, allora è veramente soddisfacente!

POI ARRIVA IL CLIENTE. ( http://www.sadtrombone.com/ )

…e niente… è matematico. Lo vuole più pacchiano. ( http://www.dramabutton.com/ )
Vuole qualcosa che ha già visto che lo fa sentire più sicuro.
La gente ha paura delle novità! È per questo che ad un lavoro bello e innovativo il cliente prediligerà sempre quello vecchio e pacchiano!
E ci rimango male tutte le volte… è una cosa che proprio non riesco a capire!
Chissà, forse un giorno incontrerò qualche temerario che deciderà di fidarsi…
in attesa di quel giorno torno a dare libero sfogo alla mia creatività, cosciente che verrà demolita in favore di qualcosa di “più grande” e “più glitterato e sbarluccicoso”.

Vendetemi giorni da 48h!

…è tanto che non scrivo…
mi capita spesso di pensare “oh, questo potrei scriverlo nel blog” ma poi succede sempre qualcosa per cui non posso farlo subito, ovviamente mi passa di mente e tutto finisce nel dimenticatoio.
Il problema è che 24 ore in un giorno sono poche, o perlomeno a me non bastano!
Ho troppe idee che mi zompettano (termine tecnico della nonna) nella testa e poco tempo per realizzarle! Fortunatamente tra un po’ iniziano le vacanze che come al solito partiranno con millemila propositi che si perderanno alla prima birra!
Ma va bene così!