Inscatolo tutto… anche l’anima

“Si crede che, quando una cosa finisce, un’altra ricomincia immediatamente. No. Tra le due cose, c’è lo scompiglio.” Marguerite Duras

e in questo caso si chiama: TRASLOCO.
Il trasloco è un giudice crudele, non si può scappare. Ad ogni scatolone da riempire si presentano decisioni importanti, come ad ogni inizio di viaggio: cosa portare? cosa no? Quale ricordo inscatolare e quale buttare nel cestino? Questa cosa servirà ancora alla mia vita o posso farne a meno? È il momento in cui si presentano mille bivi, ai quali ovviamente non c’è segnaletica.
È il momento giusto in cui eliminare cose che ci trasciniamo dietro da tempo e che non abbiamo mai il coraggio di buttare…
E così inscatolo anche il contenuto dell’anima. I ricordi, le emozioni, il caos, le certezze…
È un ottima scusa per fare pulizia. Per iniziare un nuovo modo di vivere.
Traslocando uno è costretto a cambiare le proprie abitudini, almeno una parte. È faticoso fisicamente ma soprattutto mentalmente. È qualcosa che ci costringe a cambiare, a creare, a ritrovare il giusto ordine delle cose… all’inizio magari può spaventare ma alla fine si trasforma in qualcosa di grande. L’euforia della novità. La felicità del cambiamento. La gioia di costruire una nuova casa.
“Vivere, è ricominciare… sino alla fine.” Jean Josipovici

Un tranquillo Halloween di paura: una lunga serie di sfortunati eventi.

Quest’anno il 31 Ottobre l’ho passato come tutti gli ultimi anni in viaggio… ma qualcosa è evidentemente andato storto trasformandosi in una perfetta serata da paura.

Ogni cosa o fatto che andrò a narrare non è puramente casuale ma è veramente accaduto.

Introduzione: Stiamo andando a trovare la mia sorellina minorenne in Francia. Le chiavi dell’appartamento dove alloggeremo sono in suo possesso. Il college dove vive chiude alle 23.30.

Giovedì 31 Ottobre 2013. Ore 19.40

Raggiungo marito in ufficio e Partiamo direttamente da lì, nel momento in cui inseriamo la destinazione su waze lo smartphone del marito impazzisce e muore. Numerosi i tentativi di rianimazione ma niente da fare. Zero gps.
Il primo pensiero va a Murphy, poi cerchiamo soluzioni, ergo faccio l’abbonamento ad internet x l’estero ed usiamo il mio come Tom Tom…
Finalmente si parte per Cannes.

Cammina, cammina, cammina giungiamo in Francia.

Premessa. Le autostrade francesi spesso presentano degli svincoli autostradali che sembrano Place de l’Étoile a Parigi. Premessa finita.

Il gps arranca e ovviamente sbagliamo strada. Ci perdiamo.
Nel frattempo ogni tot km c’è un casello che richiede monetine.

Cammina, monetine, cammina, monetine, cammina. Finiamo i contanti.

Carta di credito. Non leggibile. Bancomat. Non leggibile. Bancomat 2. Non leggibile.
Il pensiero torna nuovamente a Murphy mentre rimaniamo bloccati in autostrada per l’enorme cifra di 1,50€. Seguono risate.
Elemosiniamo 1,50 euro da un tipo per uscire dall’autostrada e cercare un bancomat.
Chiediamo a due tipi.
Scena comicissima in cui: Io chiedo in inglese e i due tipi rispondono solo in francese.
Troviamo finalmente un bancomat.
Inizio le pratiche del prelievo. “la sua carta non è più valida”.
Mi sovviene che il bancomat mi scade il 31 ottobre. Sono le 23.50. La nuova carta non è ancora attiva.
Tenta il marito. Il bancomat mangia la carta.

In certi momenti della vita uno si deve rassegnare. Al peggio non c’è mai fine.

Così tentiamo l’unica via possibile: strade senza pedaggi.
Nel frattempo sorellina in francia litiga con il custode per poter rimanere sveglia e consegnarci le chiavi.
Nulla da fare. Viene chiusa dentro.

Venerdì 1 Novembre 2013. Ore 1.20.
Giungiamo fuori del college.
La soluzione è una sola: introdursi in qualche modo.
La sorellina riesce a scoprire il codice del cancello. Ci inseriamo abusivamente all’interno del campus.
Ormai io e marito ridiamo come due cretini pensando a quando verremo arrestati.
Si scarica definitivamente il telefono.
Giriamo a zonzo finché non raggiungiamo l’edificio giusto!
Sorella chiusa a chiave dentro riesce a lanciarci dalla finestra le chiavi dell’appartamento.
Fuggiamo.

Senza telefono, riusciamo a procurarci una cartina con la quale, in vecchio stile navigatore umano, finalmente alle 2 troviamo la casa.
Siamo vivi.

Seguono giorni felici per Cannes, Grasse e Mougin che magari prima o poi racconterò.